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Giorno 27 - Caldo, deviazioni e logistica vera: la giornata che prepara León.

30 giugno

Note del giorno

Titolo

Caldo, deviazioni e logistica vera: la giornata che prepara León.

Dove ero / tappa

Zona Burgo Ranero / Mansilla, con pianificazione in vista dell'arrivo a León.

Scena chiave

Nello stesso giorno ho sentito anche Thomas: era già oltre Ponferrada e ragionava già su Santiago + Finisterre (anche in autostop). Era la fotografia perfetta di quanto i nostri ritmi fossero ormai su binari diversi.

Il 30 giugno è stata una giornata di gestione intelligente più che di "colpo di gamba": caldo, soste ragionate, cash, alloggi e decisioni su quando spingere o quando fermarsi.

La mattina mi sono scritto con Catherine quasi in tempo reale: lei era a Sahagún e non stava benissimo (freddo, nausea, poco sonno), quindi abbiamo ragionato passo dopo passo su quanto forzare e quanto invece proteggersi. Le ho ripetuto di ascoltare il corpo e non esagerare: sul cammino non serve fare gli eroi quando la giornata gira male.

Nel frattempo io ero in zona Burgo Ranero, con un problema pratico non banale: pochi servizi e nessuna banca comoda. In questi paesini, se sbagli gestione contanti, ti blocchi subito. È una di quelle cose che da fuori sembrano dettagli, ma sul cammino diventano centrali.

Con Giselle ci siamo aggiornati su dove fosse ciascuno e su dove convergere: lei alla fine ha continuato, e abbiamo iniziato a coordinarci per León, con idea di fermarci lì almeno due giorni.

Con Francesco c'è stato anche il classico episodio da vita pellegrina: lui era arrivato nello stesso paese ma in un altro albergue perché il donativo era pieno, e mi ha chiesto se potevo prestargli contanti perché lì non prendevano carte. Io ero messo quasi uguale: avevo pochissimo cash e ho potuto raccimolare solo una cifra ridotta. Anche questo è stato emblematico del periodo: caldo forte, paesi piccoli, servizi limitati, e continue micro-soluzioni tra pellegrini.

Nel pomeriggio/sera la conversazione con Catherine è diventata più strategica: lei aveva preso una variante (Camino Romano), i tracciati si erano separati, e abbiamo riallineato posizioni e obiettivi. In quella fase era molto dubbiosa sul da farsi: aveva anche valutato di prendere un bus. Alla fine però è rimasta fedele all'idea originale di fare tutto il percorso a piedi, e ce l'ha fatta. La cosa impressionante è stata proprio questa: da una mattina in cui pensava perfino di fermarsi a Sahagún a dormire, è arrivata a chiudere 30 km. Una forza di volontà incredibile. A fine giornata aveva comunque fatto circa 30 km nonostante la partenza difficile: piedi distrutti, ma soddisfazione alta.

Io intanto valutavo la notturna lunga per puntare a León, poi in serata ho rivisto il meteo e ho corretto il piano: niente forzature inutili, sveglia presto e cammino al fresco della mattina. Decisione semplice, ma giusta.

Dettaglio sensoriale

Giornata asciutta e ruvida: aria calda, stanze roventi, pause brevi all'ombra e telefono sempre in mano per incastrare distanze e persone.

Una cosa che ho capito

Le tappe migliori non sono sempre quelle più epiche: spesso sono quelle in cui gestisci bene i limiti, tuoi e degli altri, senza perdere direzione.

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