Rientro sul cammino: variante buona, contatti vivi e direzione Astorga.
4 luglio: uscita da León e arrivo a Villar de Mazarife, scegliendo la variante alternativa.
Dopo i giorni di pausa a León, questa è stata una giornata di vera ripartenza. Con Andrius ci siamo coordinati presto al mattino e abbiamo deciso di muoverci insieme. Invece del tracciato lungo la strada, abbiamo preso la variante: più campagna, meno asfalto, più silenzio.
La scelta è stata azzeccata. Non era la via più corta in assoluto, e in certi tratti l'ombra non abbondava, però camminare lontano dal traffico ha cambiato completamente la qualità della tappa. A fine mattinata ero soddisfatto: circa 21 km fatti bene, con la sensazione di aver ritrovato il passo giusto dopo lo stop in città.
Nel gruppo continuavano gli aggiornamenti logistici incrociati: Mark e Danny erano già ad Astorga, io invece mi sarei fermato a Villar de Mazarife con l'idea di arrivare ad Astorga il giorno dopo. In parallelo, Francesco mi ha scritto che aveva ritrovato il mio cappello: piccola cosa, ma utilissima, perché nelle Mesetas il sole non perdona.
Nel pomeriggio ho staccato un po' e ho recuperato energie. Abbiamo soggiornato all'Albergue El Refugio de Jesús. Poco prima delle 19 io e Andrius ci siamo ritrovati con Juan e Laura nel giardino dell'albergue: aperitivo con vino, olive e qualche stuzzichino, poi da lì a poco ci siamo organizzati per cucinare la cena. È stata una serata semplice e molto piacevole, passata in compagnia. Nel frattempo, via WhatsApp continuavano gli incastri per i giorni successivi. Con Ocean ci siamo allineati al volo: lei era già arrivata ad Astorga, io le ho confermato che ci sarei arrivato l'indomani.
Con Catherine ci siamo risentiti in serata. Lei era stanca e mi raccontava una giornata intensa, ma ci siamo comunque riallineati sulle distanze: io avrei spinto di più, lei avrebbe fatto meno chilometri, con l'idea di incrociarci di nuovo presto. Era questo il ritmo di quei giorni: si camminava spesso separati, ma il filo tra le persone restava sempre acceso.
In città, a un certo punto, un signore che era fuori dalla porta ci ha invitati a entrare a vedere il suo museo dei telefoni: la Casa Museo Antolín. È stata una visita curiosa e davvero particolare. Aveva riempito la casa di oggetti legati al mondo della telefonia, molti molto vecchi: si capiva subito che era un appassionato vero e che ci aveva dedicato una vita intera.
Ogni area della casa era organizzata per tema, e questo rendeva tutto ancora più interessante da esplorare. La casa è proprio lungo il cammino, quindi la visita è facilissima da incastrare nella tappa. L'ingresso è gratuito, ma alla fine il proprietario chiede un obolo libero in offerta. Io la consiglio: è molto memorabile.
Campagna aperta, passo regolare, meno rumore di strada e quella sensazione netta che la testa torni a respirare appena lasci la città alle spalle.
Quando scegli il percorso giusto e tieni vivi i contatti giusti, anche una tappa "di transizione" diventa una giornata piena.
Se leggendo questo diario senti che il Cammino ti sta chiamando, ma hai ancora bisogno di chiarirti un po’ le idee, inizia dalla guida gratuita.
Note del giorno