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Giorno 30 - León, terzo tempo: cattedrale, incastri e relazioni che cambiano ritmo.

3 luglio

Note del giorno

Titolo

León, terzo tempo: cattedrale, incastri e relazioni che cambiano ritmo.

Dove ero / tappa

3 luglio, ancora a León prima della ripartenza.

Scena chiave

Il 3 luglio è partito tardi: dopo la nottata lunga del giorno prima mi sono svegliato con calma, e già da lì la giornata è diventata un continuo gioco di appuntamenti da rincastrare. La mattina mi sono ritrovato nel telefono un vero e proprio mini servizio fotografico di selfie fatti da Ocean col mio cellulare la sera prima, quando eravamo fuori seduti in un vicolo. Da quei segnali mi era venuto il sospetto che le piacessi un po'.

Con Catherine ci siamo scritti dalla mattina per riuscire a vederci prima che lasciasse la città. Ci siamo rincorsi in zona cattedrale: io avevo appena incrociato Mark e Carla, loro stavano ripartendo, lei stava arrivando. Alla fine ci siamo riallineati lì, nel classico punto di convergenza di León.

In parallelo c'era Andrius, che voleva organizzarsi per vedersi e capire i piani del giorno dopo. Tra tempi sfasati, docce fatte all'ultimo, spostamenti tra albergue e parco, anche con lui è stata una giornata di "arrivo tra poco". Quello però è anche il bello delle soste lunghe: meno rigidità, più incastri umani.

Sul lato sociale si sentiva ancora l'onda della sera precedente: il gruppetto con Francesco, Laura, Juan, Ocean, Giselle e gli altri si stava consolidando. Francesco era in piena modalità showman, con tutta la storia di Anita che continuava a tenere vivo il tono ironico della giornata. Ogni tanto bastava un messaggio per riaprire la stessa energia della sera prima.

La sera, come spesso accade in città, i piani cena hanno continuato a cambiare. Io alla fine sono rimasto più sul pratico: ho gestito il rientro in albergue e mi sono tenuto leggero con il cibo che avevo lì, aspettando di capire se e quando agganciarmi agli altri.

Col gruppo Pamplona Party People intanto continuavano aggiornamenti logistici da tutte le direzioni: chi su varianti alternative, chi sotto temporali, chi già proiettato alla tappa successiva. Era evidente che il "gruppo" non era più un blocco unico ma una costellazione mobile.

Dettaglio sensoriale

Centro storico pieno, attese davanti alla cattedrale, prato del parco nel pomeriggio e quella stanchezza dolce da giorno senza chilometri ma non senza movimento.

Una cosa che ho capito

Le giornate di pausa non sono mai davvero ferme: servono a rimettere in ordine relazioni, energie e direzione prima di tornare sul sentiero.

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