Giornata in missione: Happy Birthday trail.
19 giugno, da Navarrete fino a Cirueña.
Ero in missione: volevo partire prima di Catherine per avere tempo di depositare le conchiglie. Poco dopo le 6 del mattino ero già in viaggio.
Alle 7:20 circa ho lasciato la prima conchiglia a 200/300 metri prima di arrivare a Ventosa. Per renderla ben visibile a Catherine, ma non troppo evidente per gli altri, l'ho posizionata proprio lungo il sentiero sotto una torre di sassi costruita apposta: sotto la torre ho lasciato uno spazio vuoto dove ho inserito la conchiglia con una caramellina come dolce sorpresa.
Il secondo deposito l'ho fatto intorno alle 8:20, circa 5 km dopo, di fronte a un campo d'uva.
Il terzo alle 9:30, dopo altri 5 km, pochi chilometri prima di Nájera.
Alle 10:00 Catherine mi ha mandato la foto della prima conchiglia, dicendomi che era appena arrivata a Ventosa. Alle 14:20 mi ha scritto che le aveva trovate tutte e che però si sarebbe fermata a Nájera per i dolori ai piedi.
Io in quel momento ero già al villaggio successivo, circa 10 km più avanti: ero arrivato ad Azofra verso le 11:30 e mi ero fermato ad aspettarla. Le ho chiesto di raggiungermi, che l'avrei aspettata, ma mi ha spiegato che i dolori ai piedi c'erano ogni giorno e che quel giorno erano partiti fin dall'inizio della camminata: non riusciva proprio a continuare. Mi ha anche scritto che le sarebbe piaciuto bere un'altra birra insieme, ma aveva già prenotato lì.
Peccato: non avevo considerato che il giorno del suo compleanno non ci saremmo visti. Pensavo che, finita la raccolta delle conchiglie, ci saremmo incontrati nel pomeriggio o in serata. È andata diversamente: lei ferma a Nájera, io ad Azofra. Chris mi aveva chiesto di fare gli auguri a Catherine: avevamo conosciuto Chris il giorno prima durante il cammino, insieme a sua moglie Jessica, una simpatica coppia americana. Realizzando che non avrei visto Catherine per tutta la giornata, le ho inoltrato gli auguri via WhatsApp.
Verso le 14:30, capito che non sarebbe arrivata, ho deciso di ripartire e spingere parecchio. Il cielo era nuvoloso e per il giorno dopo era prevista pioggia: meglio guadagnare chilometri quel giorno per camminare meno sotto l'acqua il giorno seguente. Mi ero dato come obiettivo Santo Domingo, ma alla fine mi sono fermato prima, a Cirueña. Intanto Thomas era arrivato fino a Burgos: ormai era fuggito in avanti, ed era chiaro che non sarebbe più stato possibile incontrarlo di nuovo. Va proprio spedito!
Giornata tirata, emotivamente intensa: missione riuscita, ma con quel retrogusto amaro di non riuscire a condividere il finale con la persona per cui l'avevo preparata.
Nel cammino puoi organizzare tutto nei dettagli, ma poi decide la strada: i piani cambiano, le persone rallentano o accelerano, e bisogna accettarlo senza perdere il senso del percorso.
Arrivo finale a Cirueña, con alloggio all'Hostel Virgen de Guadalupe. Lì ho reincontrato Francesco e Juean, che avevo già conosciuto durante il cammino. Francesco era un ragazzo sardo, viveva a Londra e faceva il cuoco. Era simpaticissimo, uno di quelli capaci di portare leggerezza appena arrivano. E la sua storia sul cammino aveva del bizzarro, perfettamente in linea col suo carattere: era andato a Lourdes per motivi suoi, senza alcun piano di mettersi in cammino. Solo dopo essersi immerso nell'acqua aveva deciso, lì per lì, di partire davvero. Si era comprato zaino e tutto il resto direttamente in Francia e aveva iniziato a camminare. Quando avevo scoperto questa cosa, avevo pensato di aver trovato uno ancora più scapestrato di me. Con loro c'erano anche altre tre persone di cui però non avrò più notizie per tutto il resto del cammino. Abbiamo preso una birra insieme e io, affamato come una tigre, ho anche mangiato subito qualcosa.
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Note del giorno