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Giorno 1 - Il vero inizio, da Lourdes ad Asson.

4 giugno

Note del giorno

Titolo

Il vero inizio, da Lourdes ad Asson.

Dove ero / tappa

Notte e mattina a Lourdes, poi partenza a piedi in direzione Asson.

Scena chiave

Alla fine ho dormito sdraiato su una panchina, collaudando il sacco a pelo per la prima volta. La sveglia è stata molto presto, anche perché avevo sempre un occhio aperto per via dello zaino. La mattina l’ho passata in giro per Lourdes e lì ho deciso che, invece di prendere un bus verso Saint-Jean-Pied-de-Port, sarei partito a piedi da lì. Avevo incontrato un gruppo di italiani che mi aveva proposto di condividere un van per raggiungere Saint-Jean, ma in quel momento avevo capito una cosa che per me faceva tutta la differenza: avevo sì come data di rientro il 10 luglio, ma l’avevo calcolata con largo margine per gli imprevisti ed era una data di comodo, non obbligatoria: non dovevo correre. Potevo scegliere davvero, e sentivo che volevo iniziare a camminare a piedi proprio da lì. È stata la prima volta in cui ho provato una sensazione estrema di libertà: poter cambiare programma senza dover avvisare nessuno, senza chiedere permesso, senza compromessi. Da quel momento il percorso è cominciato davvero: direzione Asson. Durante il cammino avevo trovato due rami adatti a fare da bastone e decisi di prenderli. Ancora non sapevo che uno di quelli sarebbe diventato il mio compagno di viaggio fino a Santiago e che, alla fine, me lo sarei riportato anche a casa.

Dettaglio sensoriale

Durante il percorso ho trovato due sacchi pieni di libri abbandonati vicino a dei cassonetti: qualcuno li stava buttando via. Mi sono incuriosito e mi sono detto che almeno uno dovevo prendermelo. Erano tutti in francese; alla fine ne ho scelto uno e me lo sono portato appresso per tutto il cammino.

Una cosa che ho capito

Il programma iniziale era atterrare a Lourdes il 3 giugno e raggiungere il giorno dopo Saint-Jean-Pied-de-Port in bus, per iniziare da lì il Cammino francese nel suo punto di partenza ufficiale. Avevo già preso anche i biglietti di ritorno, costruendo tutto su poco meno di 40 giorni complessivi: nella mia testa sarebbero stati circa trenta giorni di cammino più una settimana di margine per gli imprevisti. Poi però, una volta arrivato sul posto, decisi di pancia che volevo cominciare a piedi direttamente da Lourdes, ben consapevole che così mi sarei giocato subito tutta la settimana che avevo tenuto da parte per gli imprevisti, ancora prima di arrivare al vero inizio del Cammino. La riflessione è stata semplice: non mi correva dietro nessuno, non dovevo rientrare al lavoro, non avevo una fidanzata impaziente che mi aspettava a casa, non avevo figli che dipendevano da me e non avevo responsabilità incombenti che mi tenessero la testa occupata. Non aveva senso impormi date rigide. Era il mio anno sabbatico e volevo viverlo in leggerezza, senza impormi vincoli, lasciando spazio all'improvvisazione e alle scelte nate sul momento.

Nota pratica

Partenza effettiva a piedi da Lourdes, senza bus e senza van, prima tappa verso Asson: 23 km in completa solitaria. All'albergue ho incontrato una signora italiana di nome Maria: fino a quel momento è stato l'unico incontro con qualcuno che stesse facendo il cammino. Ed è stata proprio Maria a darmi una dritta fondamentale: io ancora non sapevo che c'erano i segnali da seguire, e quel giorno mi ero fatto il tragitto tutto lungo la strada invece che sui sentieri. Mi disse di guardare i segni bianco e rossi lungo il percorso. È stata una rivelazione. In quel momento ho capito quanto fossi partito allo sbaraglio, senza alcuna preparazione. E invece di farmi sentire in difetto, quella scoperta mi rendeva fiero: l'avventura e l'improvvisazione sono proprio ciò che cerco in un viaggio itinerante. Non mi piace partire con tutto programmato e definito; mi piace scoprire le cose sul momento e prendere decisioni pragmatiche strada facendo. Per la mattina successiva era prevista acqua per tutta la mattina, quindi mi aspettava una giornata complicata da affrontare sotto la pioggia, e avrei già dovuto tirare fuori la mia giacchetta giallo fluo antivento che avevo comprato appositamente per un altro mio viaggio itinerante, di qualche anno prima, da Torino a Barcellona in bici. Chissà, magari un giorno farò il diario di viaggio anche di quello!

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